Scarpe di un’altra categoria

Ogni promessa è un debito: categorie delle scarpe, classificazioni, indicazioni per orientarsi tra A0, A1, A2 ecc.

Premessa: in questa occasione ci limiteremo a spiegare le varie categorie, in seguito cercherò di offrire anche indicazioni su come orientare la propria scelta all’interno di una categoria. Va anche precisato che a oggi molto di quanto diremo è suscettibile di qualche cambiamento, visto che nuove mescole e tecnologie stravolgono un po’ i valori in campo. Restano validi i criteri che descriveremo per orientare la scelta, ovvero: appoggio, peso, tempo al km previsto (chi fa 3 minuti al chilometro non corre con le stesse scarpe di chi per fare 1.000 metri ci mette il doppio del tempo).

Le categorie di base delle scarpe sono quattro: A1, A2, A3, A4. Ciascuna si rivolge a una fascia di utenti specifica, e non vanno confuse o ignorate.

A1
Le scarpe più leggere in assoluto: in questo caso leggerezza vuol dire velocità ma anche poca protezione. Sono scarpe adatte agli atleti (quelli veri), ma anche loro non le utilizzano sempre: meno di 250g di peso (per singola scarpa, di solito si misura il 42 o il 43) sono pochi anche per chi ha un appoggio perfetto e meccanica di corsa ineccepibile, soprattutto se si sta allenando su distanze medio-lunghe: durante la preparazione ci si deve riguardare. Dislivello tra tallone e avampiede ridotto al minimo. Non vi azzardate, se non siete kenyani non ci pensate nemmeno. Sono un punto di arrivo di una carriera sportiva, a giocare con queste robe ci si fa male. Fidatevi, ci sono passato.

A2
Le intermedie, nel senso che fanno da ponte tra la categoria precedente e la successiva: pesano (di solito) tra 250 e 300g, hanno una ammortizzazione media, il dislivello tra tallone e avampiede diventa apprezzabile, cedono un po’ di flessibilità rispetto alle A1 per cercare di garantire maggiore protezione. Gli atleti professionisti le utilizzano spesso per l’allenamento, i buoni amatori le usano per le gare. Anche qui, meglio non esagerare (e mai correre una gara con le scarpe nuove: sempre meglio provarle e rodarle prima).

A3
Massimo ammortizzamento, “neutrali”, le più universali. Io sostengo che, nel dubbio, meglio una A3 che niente (tranne un’eccezione, che discuteremo tra poco). Si piazzano tra i 300 e 400g (anche se ultimamente, complici mescole superdense e altre trovate geniale tecnologiche, si vedono anche modelli che finiscono a 290 e sotto), sono ammortizzate al punto giusto (spesso hanno ammortizzazione lungo tutta la suola), sono ancora meno flessibili delle A2 ma sono più “protettive” del piede, il dislivello tra dietro e avanti si vede a occhio nudo. Sono le scarpe perfette per: chi pesa un po’ di più, chi ha voglia di andare sul sicuro specie sulle lunghe distanze, chi magari ha un plantare fatto su misura e deve usarlo anche durante l’attività fisica.

A4
L’eccezione: se siete iperpronatori (ovvero il piede tende decisamente a cedere verso l’interno: per scoprirlo si guarda una vecchia scarpa, si analizza la corsa con appositi macchinari, si va dal dottore) ma avete esigenze analoghe alla categoria precedente, dovete farvi una coppia di queste. Sempre tra 300 e 400g, sempre meno flessibili delle leggere e delle intermedie, con in più controllo di “stabilità” che impediscono alle articolazioni di cedere troppo. Diciamo che tra A3 e A4 ce n’è abbastanza per rispondere alle esigenze del 90 per cento e oltre dei corridori. Occhio a non andare a caso tra le due categorie, comunque: nel dubbio fatevi certificare l’appoggio dal un dottore, non vi fidate (troppo) dei consigli di chi medico non è.

Poi ci sono le serie speciali.

A0
Questa è una categoria neonata, nel senso che la “moda” impone questo cosiddetto barefoot running, ovvero correre a piedi nudi (o quasi). Sono scarpe, ancora, pensate per chi ha meccanica di corsa, appoggio e forma ideali: ammortizzazione scarsa o zero, dislivello 0 o al massimo 4mm, correzioni, protezioni pressoché inesistenti. Ancora una volta, se siete all’inizio valgono le regole della categoria A1: non pensateci nemmeno per correre, al massimo ci potrete camminare prima e dopo l’allenamento.

A5
Trail! Fuoristrada! In questa categoria ci finiscono le scarpe con la suola e la tomaia adatte alla corsa campestre, in montagna, in campagna, lontano dall’asfalto. Occhio a scegliere queste scarpe: cedono ovviamente in flessibilità, visto che devono garantire resistenza alle sollecitazioni maggiori che il fuoristrada propone, e sotto lo stesso ombrello ci finiscono prodotti con caratteristiche tipo A2, A3 e A4. Fatevi consigliare, scegliete con consapevolezza: il peso della scarpa non è un fattore semplice da valutare (ovviamente non valgono i valori di una scarpa da strada, decisamente più leggera), e ci sono scarpe adatte a fare la campestre e correre sulle strade bianche, altre scarpe ideali per chi va per montagne, altre ancora che quasi assomigliano alle scarpe da trekking.

A7
Chiodate, per la pista. Servono per chi corre sugli anelli rossi in tartan. In realtà questa categoria è ricca di sfumature, ma trattandosi di attrezzi specialistici non è necessario complicare troppo il quadro (e, ammetto, sulle chiodate non sono ferratissimo).

Ok, fatto.
Tutto qui?
No.

Prendiamo un paio di siti a caso: Nike e Brooks.

Da qualche parte vedete scritto A1, A2, A3 o A4?
Ecco, appunto, consigli per gli acquisti: neutral/neutrale di solito vuol dire A3, stable/stabili/supporto/controllo di solito sono le A4. Natural/piedi nudi le A0. Adesso va di moda mettere le scarpe sul sito divise in categorie tipo “allenamento-gara-trail”: e io come faccio a distinguere tra due scarpe da allenamento, come faccio a capire se è A4 o A3? Chiedete: ad amici, appassionati, negozianti, e incrociate le informazioni. Internet poi è una miniera di nozioni.

Tutto facile, mi direte, dov’è il problema?
Ecco, il problema è che negli ultimi 5 anni sono stati inventati dei materiali incredibili sul piano tecnologico, materiali che oggi fanno fare alle scarpe dei salti in avanti in fatto di peso e dislivello che fino a poco tempo fa nessuno immaginava. Un esempio sono le Lunar di Nike, più leggere di altre e adatte a coprire un ampio spettro di appoggi. Per non parlare delle Saucony: le Triumph 9 sono le scarpe storicamente più protettive del marchio USA, eppure in questa edizione pesano solo 309g (e hanno un dislivello da 8mm tra avampiede e tallone: roba da A2 fino a qualche anno fa!). Le Triumph pesano quanto le meno ammortizzate e più veloci Jazz 15 (che sono una generazione indietro nell’ammortizzazione).

Insomma, vale la pena tornare sull’argomento.
Lo faremo, abbiate pazienza: oggi c’erano 33C e ho fatto più 10km dopo due settimane di stop… ho una gran voglia di andare a nanna. ;)

A proposito di Luca

Faccio l'editor. Nel senso che se qualcosa va storto sul giornale di tecnologia su cui scrivo la colpa è mia. Corro. Mi piace pure giocare a tennis. Se vi serve altro, scrivete.
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7 Responses to Scarpe di un’altra categoria

  1. kOoLiNuS dicono:

    che dire se non GRAZIE ???

  2. kOoLiNuS dicono:

    … dimenticavo!

    Ma le scarpe da running van prese dello stesso numero delle sneakers o più grandi? Se più grandi di quanto? 1/2 numero o uno intero?

    (più piccolo credo si autoescluda per logica)

    • Luca dicono:

      non c’è motivo di prenderle di un numero diverso (ci arriviamo nella terza puntata)
      comunque, in linea di massima un buon scarparo (quello che ti vende le scarpe) ti misurerebbe il piede in centimetri e partirebbe da lì: diciamo che 1 dito circa di spazio davanti all’alluce è consigliabile, perchè il piede si gonfia durante il giorno e durante la corsa
      a ogni modo, io compro le scarpe da corsa dello stesso numero delle scarpe normali (salvo eccezioni per marchi che abbiano risaputamente calzate strette o larghe, sia da corsa che non)

  3. Pingback: Non fidarti della prima scarpa che passa » Runnerds

  4. Miriam dicono:

    Grazie per questa guida!
    Pianta larga/stretta? Come capirlo quando si comprano?

    • Luca dicono:

      bella domanda

      in realtà, purtroppo, in italia non si trovano così spesso disponibili sia i modelli a pianta larga che a pianta regolare: diciamo comunque che vale il principio di quale scarpa scegliere, la maggioranza delle persone andrà benone con la pianta regolare

      la scarpa non deve essere troppo larga, nè troppo stretta: non deve dare la sensazione di scappare via dal piede, nè stringere troppo

      prova le scarpe coi calzini che userai per correre (meglio se sono specifici per la corsa), preferibilmente alla sera (durante il giorno i piedi si gonfiano)

      mediamente si tende a prendere scarpe piccole, più piccole di quanto ci vorrebbe: tu valuta con calma, e ricordati che le scarpe da corsa devono avere sempre un dito di spazio tra l’alluce e la punta (altrimenti toccherai con l’alluce la fine della scarpa durante la rullata, e le vesciche sono dolori), e il piede deve avere un minimo di spazio per muoversi all’interno della scarpa

      ecco, un buon metodo sarebbe valutare le stringhe: se le devi stringere troppo, fino quasi a far toccare i due anelli, le scarpe sono larghe – se devi allargare dando l’impressione che la scarpa stia per esplodere forse è il caso di guardare per una pianta larga ;)

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